Questo blog (non ufficiale!) è dedicato al festival di cultura e musica dell'America degli anni '40 e '50 che si svolge tutti gli anni in agosto a Senigallia - Riviera Adriatica.
Reportages, news, programmi, personaggi, racconti, appuntamenti e pensieri sparsi con un unico comune denominatore:
il (mio) Summer Jamboree!
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giovedì 5 agosto 2010

preview SJ#11| Day 04 - Greg e Max Pajella

In attesa del reportage completo, ecco uno scatto del nostro inviato sul campo (che sarei io) e il video di marchenotizie.net: intervista a Greg e Max Pajella - 3 agosto 2010.

Canon EOS 50D - Canon EF50 F1.8 II
1/640 - F1.8 - ISO800 @ 50 mm.


lunedì 2 agosto 2010

preview SJ#11| Day 02 - intervista a Dario Salvatori

In attesa del reportage completo, ecco uno scatto del nostro inviato sul campo (che sarei io) e il video di marchenotizie.net: intervista a Dario Salvatori, Ostra - primo agosto 2010.

Canon EOS 50D - Canon EF50 F1.8 II
1/160 - F1.8 - ISO800 @ 50 mm.


preview SJ#11| Day 01 - inaugurazione mostra "Pop Fiction" di Ludmilla Radčenko

In attesa del reportage completo, ecco uno scatto del nostro inviato sul campo (che sarei io) e il video di marchenotizie.net relativi all'inaugurazione della mostra personale "Pop Fiction" di Ludmilla Radčenko, giunta a Senigallia insieme al compagno Matteo Viviani, "iena" di Italia 1.

La mostra "Pop Fiction" è aperta fino all’8 agosto all’Expo-Ex dalle 18 alle 01 e presso Marcheshire Gourmet dalle 08 alle 22.30. L’ingresso è gratuito.

Canon EOS 50D - Canon EF50 F1.8 II
1/1.000 - F1.8 - ISO400 @ 50 mm.


mercoledì 11 giugno 2008

il SJ al CaterRaduno 2008

Oggi, 11 giugno 2008, Angelo Di Liberto, organizzatore (insieme ad Andrea Celidoni e Alessandro Piccinini) e direttore artistico del Summer Jamboree, è stato ospite della trasmissione radiofonica di Radio2 "Caterpillar" che questa settimana è a Senigallia per il "CaterRaduno 2008".
Intervistato dai conduttori Cirri e Solibello, il nostro Angelo ha potuto dire giusto due paroline... ma in diretta radiofonica nazionale!




Altre foto su: Dentro al Replay

lunedì 19 maggio 2008

“Vintageous” vs “SerySwinger”

Ludovica, alias Vintageous, ha colpito ancora.
Ieri, sul suo "
Vintage and Retrò Blog", ha pubblicato un'altra intervista con un personaggio ormai presenza fissa (insieme a suo marito Stefano) di ogni manifestazione sia estiva che invernale del Summer Jamboree:

Serena alias SerySwinger.

Buona lettura

-90: Il tenente “Vintageous” vs “SerySwinger”


Photo: courtesy of Libero Api
links:
http://www.pbase.com/krycek
http://summerjamboree.blogspot.com/

Model: SerySwinger
Link:
http://www.serenascapini.it/summerjamboree/

V: Aprimi il tuo armadio. Qual è il tuo abito feticcio?
S: Beh! Senza dubbio il mio vestito in crepe beige originale della fine degli anni ‘40. Quando lo vedevo nell’armadio di mia mamma sognavo di poterlo un giorno indossare. E così e’ stato. Sormontato sul davanti e fermato su un fianco con una spilla. Mi piace da morire
V: E il tuo accessorio?
S: Uso quasi sempre il mio bauletto di rafia, anni ’50. Piccolo ma molto carino
V: E sotto? (come sono indiscreta!)
S: Sotto? Beh! Un bel paio di... scarpe!!! Altra mia mania
V: Hai un tatoo? Se si, puoi e vuoi dirci di cosa si tratta?
S: No, no! Nessun tatuaggio. Amo tutte le forme d’arte, soprattutto amo i colori e mi piacciono molto i tatuaggi in stile, ma non sulla mia pelle che voglio rigorosamente candida
V: Se dovessi farti tatuare il tuo motto fashion, quale sceglieresti?
S: Come già detto mai nessun tatuaggio, ma il mio motto è certamente: “Forse nessuno ricordera’ il mio nome... ma non m’importa Io so chi sono!”
V: Descrivimi la tua tecnica di shopping
S: Rigorosamente evito le griffe e tutto ciò che è alla moda. Frequento i mercatini, preferibilmente quelli genuini della gente che vende oggetti polverosi da soffitta. Per l’abbigliamento invece ricerco modelli originali su riviste d’epoca o su Internet, che faccio poi replicare da una sarta di fiducia
V: Parlando di shopping, che tipo di boutique (“second hand”, boutique specializzata, mercatini, internet) ti fa venir voglia di prosciugare il conto in banca?
S: Credo che Internet sia la migliore bottega dove è possibile trovare tutto quello che si vuole. Per tutte le tasche. Ed è facilissimo lasciarsi andare e prosciugare il conto
V: Anche tu, come tutti, ruberai idee fashion ai vip... quali?
S: Non c’è nessuna idea da rubare. Non c’è niente che mi interessa nella moda dei VIP. Amo i pantaloni e le gonne a vita alta e i vestiti che mettono in risalto la femminilità... uno stile che ormai non vedo più
V: Quali idee fashion ritieni ti siano state rubate da vip? (Vogliamo i nomi!)
S: Ma dai non scherziamo, che VIP vuoi che mi abbia mai visto. Ed è meglio così
V: Chi è la più bella di sempre, la tua musa vintage?
S: Marilyn Monroe è in assoluto la regina della femminilità, bionda, rossetto rosso, pelle bianchissima. E Grace Kelly aveva una classe e un'eleganza mai raggiunte da nessun'altra. Ma sono miti, al di là del tempo, e tali rimangono. E', allora, da uno sguardo alle vecchie fotografie di gente comune che trovo più spesso e volentieri l’ispirazione maggiore
V: E se fossi una star (Ops! Scusa, lo sei già!), cosa sceglieresti per presenziare da madrina la prossima edizione del Sj?
S: Non vorrei mai essere una star (e non lo sono!) perché il SJ è una festa che voglio vivere ogni minuto e in ogni luogo, dal primo all’ultimo giorno
V: Bene, ci siamo, Rai2 ti ha scelta per partecipare alla prossima edizione de “L’Isola dei famosi. Cosa reputi indispensabile portare sull’isola deserta?
S: Mai parteciperei all’Isola dei Famosi! Mai e poi mai!!! Ma quello che per me sarebbe indispensabile ovunque, sempre, sono il rossetto rosso ciliegia, una crema protezione totale e un CD swing per ballare... adoro ballare!
V: Breve lezione di pettinatura e trucco...( spiegaci come realizzare l’”occhio a cerbiatta” e non barare! Svelaci i tuoi segreti...)
S: Per gli occhi nessun segreto, basta un normale eye liner nero e rimmel a volontà. Per la pettinatura decisamente tanto tempo, tanta pazienza e tanta lacca. E tanti tentativi falliti
V: Una tua definizione di vintage
S: E’ qualche cosa che ha ancora un’anima e aspetta solo te per poter rivivere e raccontarti ancora tanto...
V: E per finire su una nota romantica... cosa dice generalmente tuo marito al mattino dopo che ti sei vestita?
S: “No! Perchè devo andare al lavoro!!!!”


venerdì 16 maggio 2008

“Vintageous” vs “Bettieblack”

L'amica Ludovica, alias Vintageous, ha pubblicato ieri sul suo "Vintage and Retrò Blog" questa originalissima intervista con colei che è ormai diventata un'icona del "people of SJ":

Caterina alias Bettieblack.

Buona lettura!


Photo: courtesy of Libero Api
Links:
http://www.pbase.com/krycek
http://summerjamboree.blogspot.com/

Model: Bettieblack
Contact: http://www.myspace.com/bettieblackbakelite

V: Aprimi il tuo armadio. Qual è il tuo abito feticcio?
B: Un abito da sera, di metà anni ‘40, in raso di seta lavorata color champagne e velluto nero con strascico a terra, di Athena Beverly Hills, mai indossato. aspetto il momento giusto...
V: E il tuo accessorio?
B: Una borsa in lucite “color confetto” di Patricia of Miami, scovata in California in stato pietoso e restaurata dal mio fidanzato
V: E sotto? (come sono indiscreta!)
B: Beh, dipende dalla situazione, abito da giorno, da sera, comunque corsetto senza stecche (con o senza ganci per le calze, e calze, se il clima lo richiede - sebbene sarebbe più elegante indossarle anche nella stagione estiva - meglio se in seta, molto più gradevoli che quelle di nylon), e, se proprio lo devo dire, culotte a vita alta, decisamente più eleganti di qualsiasi perizoma... a mio parere
V: Hai un tatoo? Se si, puoi e vuoi dirci di cosa si tratta?
B: Si, due rondini, simbolo della fedeltà, da una lunga tradizione di icone del tatuaggio, diventate “popolari” durante la seconda guerra mondiale. Anche il tatuaggio ha una storia...
V: Se dovessi farti tatuare il tuo motto fashion, quale sceglieresti?
B: “Orgogliosa di essere sempre fuori moda”
V: Descrivimi la tua tecnica di shopping
B: Chi cerca trova. L’unico modo per scovare tesori nascosti è correre tra un mercatino e l’altro oppure navigare ore su Ebay... ma la cosa basilare è sapere che cosa si sta cercando, che periodo storico e, per non ritrovarsi con 250 euro spesi per un abito da sera anni ‘80 spacciato per anni ‘40, bisogna imparare a riconoscerli secondo le vecchie tecniche di cucitura e di stampa, tipi di tessuto, zip e bottoni oltre, ovviamente, a conoscere bene il periodo storico/stilistico dell’abito che si sta acquistando
V: Parlando di shopping, che tipo di boutique (”second hand”, boutique specializzata, mercatini, internet) ti fa venir voglia di prosciugare il conto in banca?
B: Purtroppo non ci sono né boutiques né negozi specializzati nel vintage anni ‘30,’40 e ‘50 (in Italia, chiaro...) tranne quei pochi che, più per passione che per lucro, rivendono ad amici, per cui l’unico ripiego è, come sempre, l’estero. Soprattutto gli USA e l’Inghilterra riescono ad offrire ancora dei pezzi molto interessanti... tra qualche giorno parto proprio per New York per impolverarmi tra il vecchiume americano... L’altra fonte è ovviamente Internet, soprattutto Ebay, dove, con un buon allenamento sulla conversione da pollici in centimetri e interpretazione delle descrizioni, si trovano dei bellissimi pezzi
V: Anche tu, come tutti, ruberai idee fashion ai vips... quali?
B: Più che “vips” direi “Dive”, termine ormai caduto in disuso, forse perché troppo elegante per alcuni “vips” attuali... Comunque di ispirazione sono state le più intriganti attrici del “silver screen” come Louise Brooks, Marlene Dietrich, Bette Davis, Carmen Miranda ma anche le ragazze anonime che posano assieme ai marinai nella mia collezione di foto di Pearl Harbor e le bellissime pin ups di Petti. Si tratta comunque di “riportare” ai giorni nostri il loro charme e la loro classe più che copiare le loro mise e le loro acconciature
V: Quali idee fashion ritieni ti siano state rubate da vips? (Vogliamo i nomi!)
B: Oddio! Nessuna! Spero proprio di NON “fare tendenza”!
V: Chi è la più bella di sempre, la tua musa vintage?
B: Più d’una: Ginger Rogers per la sua eleganza, Marlene Dietrich per il suo stile e charme, Tamara de Lempika per la sua visione del mondo
V: E se fossi una star (Ops! Scusa, lo sei già!), cosa sceglieresti per presenziare da madrina la prossima edizione del Sj?
C: Ha ha hah! ma quale star! No... cercherei comunque di contrastare il più possibile con quella schiera di persone che partecipa al Summer Jamboree “mascherata” o “a tema anni 50″le quali dovrebbero perlomeno informarsi prima di indossare ridicoli abiti a pois bianchi e rossi e fiori di plastica sparsi per tutta la testa (chiedo scusa per la polemica, ma è difficile trattenersi) e indosserei magari una casta playsuit da spiaggia
V: Bene, ci siamo, Rai2 ti ha scelta per partecipare alla prossima edizione de “L’Isola dei famosi”. Cosa reputi indispensabile portare sull’isola deserta?
B: A patto che mi paghino molto per parteciparvi: Il mio fidanzato, il mio gatto Felix, il mio ombrello di carta di riso (non mi piace il sole e non mi piace la pelle abbronzata in una donna) e le mie riviste LIFE dal 1947 al 1949 per evitare il più possibile di comunicare con il resto dei “naufraghi”... Ah, e se fossimo a Mauna Kea, il mio ukulele per cantare romantiche canzonette hawaiiane sotto la luna
V: Breve lezione di pettinatura e trucco... ( spiegaci come realizzare l’”occhio a cerbiatta” e non barare! Svelaci i tuoi segreti...)
B: Nessun segreto! L’eye-liner esiste da almeno 60 anni e, se la riga è disegnata senza esagerare con la pressione della mano, allunga decisamente la forma dell’occhio. Altro “accessorio” indispensabile per lo sguardo languido sono le ciglia finte, anch’esse non esagerate ma naturali come forma e colore. A parer mio è sempre più gradevole apparire dolci anziché aggressive, femminili e mai volgari... quindi senza esagerare con i belletti
V: Una tua definizione di vintage
B: Passione che porta a far “resuscitare” un determinato periodo storico in ogni sua forma (idee, comportamento sociale, musica, stile di vita, moda, linguaggi, forme di comunicazione)
V: E per finire su una nota romantica... cosa dice generalmente il tuo ragazzo al mattino dopo che ti sei vestita?
B:”A più tardi, bambola...”

martedì 22 aprile 2008

20-domande-20 ad Angelo Di Liberto

Tutto era iniziato un paio di mesi fa.

Chiesi ad Angelo Di Liberto (organizzatore e direttore artistico del Summer Jamboree, il festival di cultura e musica americana degli anni '40 e '50) se fosse disponibile a rilasciare un'intervista per questo blog.
Angelo si è dimostrato,
come sempre, molto disponibile, dandomi risposta affermativa.

Solo che... tra smarrimenti di mail, contrattempi e impegni organizzativi vari, l'intervista da "seria" si è via via trasformata in una chiacchierata scherzosa, che ha fatto divertire entrambi.
E, speriamo... anche chi leggerà le 20-domande-20.



1) Angelo Di Liberto: chi è?
Un mio omonimo anche lui con la mania degli anni ’40 e ’50.

2) A che età è nato il tuo amore per il Rock'n'Roll? Qual è stata la scintilla?
La mia memoria non arriva così in dietro nel tempo, ricordo un po’ di episodi all’asilo e poi un buco fino agli anni ’80 quando tutto cominciava a ricondurmi a quell’epoca.

3) Descrivi cos'è il Summer Jamboree a chi non lo conosce ancora...
Niente di più che la festa di un gruppo di amici con la passione per gli anni ’40 e ’50 che si è leggermente allargata!

4) Qual’è stata la molla che ti ha spinto a dar vita, nell'anno 2000, al primo Summer Jamboree?
Probabilmente aver conosciuto Andrea Celidoni! Si, direi che metà della colpa di tutto questo è sua. E poi un insieme di coincidenze, ma fondamentalmente darei la colpa a Celidoni!!!

5) Puoi raccontarci qualche aneddoto sulla nascita della manifestazione? E come è nato il trio organizzativo Di Liberto - Celidoni - Piccinini?
È nato tutto da una scommessa con l’allora Assessore Andrea Nardella, all’epoca portava i capelli col ciuffo e quando Celidoni me lo ha presentato mi è venuto subito spontaneo proporgli una giornata a tema come il Summer Jamboree. Abbiamo scommesso che se si fossero presentate alla festa più di 2000 persone lui si sarebbe rasato a zero. Tanto è stato grosso il risultato che da quella volta Nardella non si è più fatto crescere i capelli.
Il trio è nato perché io e Celidoni pensavamo solo al divertimento, allora ci voleva uno che ci inquadrasse, ma poi anche Piccinini si è scoperto essere uno di noi!

6) Quali sono state le maggiori difficoltà che avete dovuto superare all'inizio?
Sicuramente dover gestire alcune bands come i "Luky Linetti", personaggi che ancora oggi, dopo 9 anni, ci portiamo pesantemente dietro, prima come "I Belli di Waikiki" e poi come "Los Terribles de Tijuana". Luca e Paolo (i leaders delle bands in questione) infatti non ci hanno mai abbandonato - purtroppo!

7) Quanto ti impegna, come tempo e come risorse, l'organizzazione del festival?
Essendo arrivati prima, io e Celidoni siamo abbastanza liberi, facciamo fare tutto a Piccinini, che è arrivato dopo. Tra un po’ arruoleremo qualcun altro perché anche Piccinini vuole spassarsela assieme a noi...

8) La tua amicizia con Renzo Arbore: ci parli di lui?
All’inizio eravamo io, lui e Gianni Boncompagni ma poi Boncompagni non se l’è sentita di portare avanti solo il discorso swing, io e Arbore invece si e così siamo rimasti noi due. Lui è sempre super gentile con noi del Summer Jamboree e a dire il vero è proprio uno di noi (vedi punto 5 seconda parte).

9) E con il critico musicale Dario Salvatori?
Lui essendo un critico ha subito capito che siamo i migliori e assieme ad Arbore si è unito a noi. L’abbiamo contagiato a tal punto che ha imparato a ballare il Lindy-Hop e si è comprato una Studebaker del ’53.

10) L'ultima edizione del SJ ha notevolmente attirato l'attenzione dei media in Italia, ma anche nel mondo: qual è stato il servizio giornalistico o televisivo che ti ha fatto maggiormente piacere leggere e/o vedere?
Sicuramente "Gaia Duemila" dove apparivano le foto mie al fianco di Dita Von Teese e dicevano che Dita era tornata in Italia con Marylin Manson.

11) Sei riuscito a portare in Italia "the Killer" Jerry Lee Lewis: è stata dura?
No, in realtà ci hanno chiamato loro e alla fine gli abbiamo fatto un buon prezzo... ovviamente ci stanno pagando ratealmente ma possono finalmente dire di aver partecipato al S.J.


12) Sei anche riuscito ad affiancare alla leggenda vivente del Rock'n'Roll la regina mondiale del Burlesque: Dita Von Teese. E' stato difficile gestirli in contemporanea?
Dopo aver gestito i "Belli di Waikiki" e il loro seguito tutto sembra un gioco da ragazzi incluso gestire questi due personaggi che in realtà sono stati molto tranquilli e disponibili.

13) Un po' di gossip: raccontaci qualcosa della nottata trascorsa con Dita Von Teese in giro per Senigallia.
Ripeto: non ero io, era Marylin Manson (vedi articolo su "Gaia Duemila").


14) Immagino che avrai ricevuto messaggi di ringraziamento o di congratulazioni un po' da tutto il mondo: quali sono stati i più graditi e quali i più curiosi o bizzarri?
Uno che abita di fianco al Foro Annonario ci ha chiamato più volte per ringraziarci per la musica che arrivava forte e chiara nel suo appartamento, grazie a questo sua suocera se n’è andata di casa per 10 giorni, ci ha anche omaggiato ogni sera di un panino con la porchetta! Siamo diventati grandi amici.

15) Quale artista o gruppo esibitosi sul palco del SJ ti ha regalato più brividi?
Nel 2003 ci siamo esibiti anche noi organizzatori col jingle del Summer Jamboree, non è stato un successo ma è stata la prima e probabilmente ultima volta che ho cantato davanti a così tanta gente.


16) Quale ritieni sia stata la migliore edizione del festival tra le otto fino ad oggi tenute? Quale ti ha dato più soddisfazioni?
Sicuramente la prossima...

17) Molti "aficionados" del SJ dicono che qualche anno fa in quella settimana a Senigallia si respirava più aria Vintage mentre ora, con l'interesse del grande pubblico, il festival è stato invaso da folle di curiosi o personaggi che con l'America degli '40 e '50 non c'entrano niente (ad esempio i motociclisti che scelgono il SJ per radunarsi da tutta Italia): cosa rispondi?
Che da un paio di anni anche io vengo in moto... d’epoca ovviamente!

18) Il sito ufficiale del SJ è seguito da tutto il mondo: puoi rivelarci qualche statistica?
Sono centinaia di migliaia, li conosciamo tutti e sappiamo dove abitano.

19) Quali anticipazioni puoi darci sull'edizione 2008?
Che sarà la migliore!

20) Per concludere, ci confermi che il SJ rimarrà (a vita) a Senigallia?
Finché non abbiamo finito la trattativa per scaramanzia non ti dico niente, ti anticipo solo che nel nostro contratto in caso di spostamento abbiamo chiesto il trasporto gratuito in auto d’epoca per tutti i cittadini di Senigallia.


Angelo, ci lasci un tuo personale invito al SJ per la prossima estate?
Se non vi piacciono lo Swing e il Rock’n’Roll, dal 16 al 24 Agosto andate in vacanza altrove!!

martedì 28 agosto 2007

Di Liberto: vi svelo tutti i retroscena del Summer Jamboree

Fonte: VivereSenigallia del 28 agosto 2007

L'ottava edizione del Summer Jamboree ha chiuso il sipario domenica sera entrando negli annali della storia senigalliese. Il festival internazionale della musica e della cultura dell'America degli anni '40 e '50, organizzato da Angelo Di Liberto, Alessandro Piccinini e Andrea Celidoni, ha battuto tutti i record.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it


Di presenze, con oltre 120 mila visitatori, di successo mediatico e di personaggi con due gotha del genere come Jerry Lee Lewis e Dita Von Teese. “L'edizione 2007 del festival è stata un grande successo - afferma il direttore artistico del Summer Jamboree e ideatore dell'evento Angelo Di Liberto - e questo è merito ovviamente dei grandi nomi che quest'anno siamo riusciti a portare a Senigallia”.

Uno per tutti l'ultimo vivente dei maestri del rock'n'roll...

“Avere Jerry Lee Lewis al Summer Jamboree è stato per me un sogno che si è avverato. Il concerto è stato bellissimo, ho visto gente con le lacrime agli occhi”.


Jerry Lee Lewis è famoso per i suoi colpi di testa. Hai temuto che cambiasse idea all'ultimo momento?

“In effetti quando l'abbiamo ingaggiato sapevamo di rischiare. È un po' una testa matta, nel senso che se decide di non suonare non lo fa e non c'è speranza, oppure può suonare tre pezzi e andarsene. Fortunatamente questo non è capitato”.


La regina del Summer Jamboree è stata però Dita Von Teese...

“E' una persona dolcissima e molto gentile. Nei giorni della sua permanenza ha voluto partecipare ai concerti e ai dopo festival dimostrando di essere anche una vera professionista”.


Ingaggiarla è stato un altro bel colpo. Come hai fatto?

“Ho contattato il management Dita che prima di risponderci si è informato sul Summer Jamboree, ha verificato le nostre credenziali. Una volta constatato che siamo una realtà solida, Dita, tramite il suo staff, ha accettato”.


Si è parlato di un cachet da 70 mila euro per la diva del burlesque...

“Quando parliamo di grossi personaggi non possiamo ridurre tutto a delle cifre e se devo dirla tutta neanche saprei quanto abbiamo speso! Oltre alla prestazione c'è poi tutta l'accoglienza, gli alloggi e gli extra... Per organizzare un festival di questa portata servono davvero tanti soldi ma ancora non li abbiamo contati...”

Qual è stato il complimento più bello che ti hanno fatto?
“Phoebe, la figlia di Jerry Lee Lewis, mi ha detto che non aveva mai lavorato con un direttore artistico così in gamba. Mi sono commosso”.


Quando otto anni fa hai inventato il Summer Jamboree credevi che sarebbe diventato un evento internazionale?

“Poteva essere solo un sogno. Quando ho detto all'Amministrazione cosa volevo fare mi hanno preso per matto...poi il festival, insieme ai miei due soci, è cresciuto ed ora siamo qui”.


Chiusa un edizione so che sei sempre al lavoro per quella successiva...
“Con la testa si. Ho ancora tante idee e tanti progetti...tante cose che non siamo riusciti a fare. Adesso ci risposiamo qualche giorno e poi si torna al lavoro”.

Un sogno nel cassetto che ancora non hai realizzato?

“Portare al Summer Jamboree Fats Domino ma so che è impossibile perchè non fa più concerti. Ho chiesto anche l'aiuto di Renzo Arbore ma credo che resterà un sogno”.