Questo blog (non ufficiale!) è dedicato al festival di cultura e musica dell'America degli anni '40 e '50 che si svolge tutti gli anni in agosto a Senigallia - Riviera Adriatica.
Reportages, news, programmi, personaggi, racconti, appuntamenti e pensieri sparsi con un unico comune denominatore:
il (mio) Summer Jamboree!
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martedì 11 agosto 2009

La Bear Family al Summer Jamboree

Dopo aver visto tanti straordinari artisti del suo catalogo ospiti in cartellone, la prestigiosa Bear Family ha deciso di partecipare al “Summer Jamboree - #10”.

Fonte: www.summerjamboree.com

La Bear Family è la casa discografica più importane per i generi musicali che animano il Festival di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50 a Senigallia e sarà presente con uno stand al Vintage Market, per poi potenzialmente ampliare la collaborazione. Fondata dal collezionista Richard Weize nel 1975, questa etichetta tedesca indipendente è specializzata nella pubblicazione di materiale d’archivio e rare incisioni dal country al rock and roll anni Cinquanta. Un riferimento per tutti gli appassionati del genere e per i collezionisti.

Quello che caratterizza la Bear Family è la scelta di rieditare incisioni rare in cd dalla tiratura limitata, curando la realizzazione dei cofanetti, sempre originali e stravaganti. Il materiale della Bear Family è in genere disponibile negli Stati Uniti, per lo più attraverso ordini postali. Chi dà un’occhiata al catalogo lo definisce mostruoso e comprende Johnny Cash, Willie Nelson, Dean Martin, Bill Haley & His Comets, Louis Jordan, the Everly Brothers, Chet Atkins, Ann-Margret, Pat Boone, Frankie Laine, Doris Day, Burl Ives, the Carter Family, Fats Domino, Rosemary Clooney, Connie Francis, Lesley Gore, Ricky Nelson, Nat King Cole, Johnny Sea, Joe Dowell, Jerry Lee Lewis. Tra loro ci sono anche i Crystalairs (in concerto il 14 agosto al Foro Annonario), ma soprattutto Carl Mann, Dale Hawkins, Hayden Thompson, Marvin Rainwater, Sleepy La Beef, Sonny Burgess, Ray Sharpe ovvero sette delle Dieci Leggende del Rock’n’Roll per la Prima Volta Insieme in un Irripetibile Concerto in Esclusiva Mondiale al Summer Jamboree il 21 agosto, a cui si aggiungono Johnny Powers, Roddy Jackson e Sonny West. È la storia del rock and roll live al Summer Jamboree.

È l’olimpo del rock and roll riunito in presenza massiccia mai vista prima in Italia. L’incredibile appuntamento di venerdì 21 agosto al Foro Annonario, in occasione del decennale, è una “ROCK’N’ROLL ALL STARS” che porterà sullo stesso palco non un big ma ben dieci, dieci stelle del firmamento rock anni Cinquanta che si alterneranno per tutta la notte. Hanno incrociato, suonato con o scritto per Elvis, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins, Buddy Holly. La garanzia di autenticità viene dal sigillo discografico della mitica Sun Records per molti di loro.

Carl Mann per esempio, autore della famosa “Mona Lisa”, contribuì ad aprire un nuovo capitolo di questa mitica casa discografica in un momento critico per Sam Phillips con il suo rock del Tennessee che raccoglieva influenze di Perkins e Lewis. E proprio lo scatenato non ancora noto Jerry Lee Lewis fa il suo debutto al piano in un disco di Hayden Thompson, classe 1938, nato in Mississippi che con la Sun Records, nel 1956, incide "One Broken Heart" e "Love My Baby". Incide per la Sun Records anche Johnny Powers, uno dei pochi ragazzi del nord degli Stati Uniti (nasce a Detroit ne 1938) a centrare questo obiettivo e nel 1959 esce con With Your Love, With Your Kiss e Be Mine. Powers è in realtà anche l’unico cantante ad aver registrato sia per la Sun che per la Motown, due leggendarie etichette indipendenti, oltre che per la Fortune e la Fox. Viene dall’Arkansas invece Sonny Burgess, altro artista della mitica Sun attivo sui palchi rock and roll degli Stati Uniti dal 1955 e professionista passato attraverso diverse band tra cui The Pacers.

La notte del 21 agosto a Senigallia vedrà salire sul palco del Foro Annoraio anche Dale Hawkins autore tra gli altri di See you soon barboon, Four letter word/rock, ma soprattutto di Susie Q / Don't treat me this way, un classico del rockabilly ripreso dai Creedence Clearwater e poi nel 1979, nella versione dei Flash Cadillac inserito nella colonna sonora di Apocalypse Now. Scelto invece dai Rolling Stones e dagli Animals alla metà degli anni Sessanta come cover fu “She said yeah”, singolo composto da Roddy Jackson, altra stella sul palco del Summer Jamboree 2009 dal carisma indiscutibile. Con "Hiccups"/ "Moose On the Loose" entra nella storia del rock. Ripreso dai Rolling Stones e da Tom Jones anche “Linda Lu”, arrivato al 46 posto della Billboard chart del ’59. L’autore è Ray Sharpe, idealmente e concretamente la mano nera del rock and roll in questa lunga notte di star.

Chitarrista, cantante e autore specialista di R&B e rockabilly, Sharpe è stato definito da un produttore "the greatest white-sounding black dude ever", il più grande ragazzo nero che mai abbia suonato come un bianco. Classe 1925, nato in Kansas, Marvin Rainwater è il Cherokee del rockabilly. Il suo Gonna find me a bluebird del 1957, raggiunge il 18° posto in classifica pop di billboard e best seller, seguito da un’altra hit dal titolo Majesty of love. Sleepy La Beef è considerato uno dei migliori artisti rockabilly ancora in circolazione, oltre che un jukebox vivente con un repertorio di 6000 titoli. Nato nel 1935 in Arkansas, ha inciso per Starday, Mercury (la hit All alone), Dixie, Gulf, Picture, Crescent, Wayside, Columbia, Plantation. Sul palco sfodera il più entusiasmante e autentico stile rockabilly con sonorità funky e una ritmica irresistibile di chitarra elettrica e onnipresente basso.

Influenze blues e country per Sonny West autore di Rock-ola Ruby b/w Sweet Rockin' Baby, considerato l’emblema del rockabilly del West Texas, registrato nel 1956. Le successive incisioni Oh Boy e Rave On nel 1957, furono rapidamente riprese come cover dal grande Buddy Holly e The Crickets diventando dei veri e propri classici.

lunedì 10 agosto 2009

A Corinaldo la "gita al castello" del Summer Jamboree

Down Home, Nick Curran e i Good Fellas per una serata a base di swing, blues e rockabilly

Fonte: www.summerjamboree.com

Il neo swing e crazy bluesin’ dei Down Home (ES), la versatilità blues, roots e rockabilly di Nick Curran (USA). C’è tutta l’energia della scena jamboree contemporanea nella serata del 17 agosto a Corinaldo, tutta la conoscenza della tradizione e dei classici anni Cinquanta, unita alla passione per il rock and roll, alla capacità di rinnovare il genere con il proprio stile personale, ma soprattutto a un impatto live irresistibile.

La quarta giornata del X “Summer Jamboree”, Festival internazionale di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50 che si svolge a Senigallia dal 14 al 23 agosto, porta tutti in trasferta nel borgo più bello d’Italia e destinazione europea d’eccellenza. Una data speciale per quella che è ormai considerata dal pubblico internazionale del festival “la gita al castello”.

Si rinnova infatti la collaborazione tra Associazione Culturale Summer Jamboree e Comune di Corinaldo coadiuvato per i servizi dall’Associazione Turistica Pro Loco di Corinaldo, grazie alla quale da 3 anni il Festival fa tappa anche nel bellissimo borgo marchigiano. Trasferta ormai attesa dal pubblico internazionale, dà infatti la possibilità di scoprire oltre alla spiaggia di velluto, anche un emblema delle bellezze dell’entroterra italiano.

Così come accade il giorno prima, domenica 16 agosto, per Ostra, altro splendido centro aggiuntosi alla geografia del rock nelle Marche. Un chilometro di mura del Quattrocento perfettamente conservate, torri e bastioni, porte, camminamenti e tanti angoli deliziosi con un panorama a perdita d’occhio verso il mare e la campagna, Corinaldo si trova a pochi chilometri da Senigallia risalendo sulle colline dalla tipica dolce morfologia marchigiana.

Per raggiungerlo come sempre il Summer Jamboree mette a disposizione un bus navetta all’andata dal Foro Annonario di Senigallia e al ritorno per la Rotonda dove si svolge il dopofestival. Per le auto e moto pre ’65, lunedì 17 si sposta a Corinaldo anche il Park d’epoca (dalle 18 alle 01 nella piazza principale).

Il palco nella bella Piazza Il Terreno di Corinaldo si accende alle 21 con il dj set di 10 Inch Wonderboy (anche alle 22.45 e alle 00.30), fino al primo live delle 21.30 con i Down Home (ES) e alle 23.15, il secondo live di Nick Curran (USA), affiancato dai Goodfellas (ITA).
Band spagnola di neo swing, crazy bluesin’, shaky rhythm e groovie boogie, i Down Home nascono nel 2001 a Barcellona e da allora hanno suonato in festival e rassegne europee in Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Germania, Austria, Serbia. Questa del 17 agosto per il “Summer Jamboree” è la loro unica data italiana e c’è già chi la definisce imperdibile, perché questa band live è fenomenale e tiene un ritmo incandescente. Sul palco ci sono Chino alla chitarra slide e voce, Duska Miscevic al sax alto, Pol Prats al sax tenore, Ivan Kovacevic al contrabbasso e Marti Elias alla batteria.

Nel 2006 esce il loro primo lavoro discografico "Running out of time" con 11 tracce di cui 10 originali, edito dalla Toro Records prima e da Formula Free l’anno seguente, con oltre 2000 copie vendute per lo più durante i concerti. Tra i loro progetti c’è anche “Down Home Orkestra”, una big band di 16 musicisti che suona i loro pezzi migliori arrangiati dal contrabbassista Kovacevic. Personalissimo il loro modo di mettere insieme voce, chitarra slide, due sax, il contrabbasso e la batteria, proponendo un repertorio originale ispirato allo swing e al blues anni Cinquanta, con quel pizzico di suono contemporaneo che per molti fan ha rinnovato il genere.

Cantante e chitarrista di Portland, particolarmente apprezzato anche dalle donne, Nick Curran è un musicista in ascesa che sta mostrando la sua versatilità e la sua bravura indistintamente dal rockabilly, al R&B, al blues. Unica data europea in questa estate 2009, a Corinaldo Nick Curran suonerà con i Goodfellas in sessione di R&B. Un altro momento live da non mancare in questo X edizione del “Summer Jamboree”. Definito la sintesi di Little Richard e T-Bone Walker nel XXI secolo, Curran sta attirando l’attenzione europea dopo aver ampiamente convinto il pubblico e la critica di casa, negli States. Riviste inglesi specializzate come Blues & Rhythm o anche Mojo, di riferimento internazionale, hanno entusiasticamente invitato gli organizzatori dei festival europei ad assicurarsi Curran in cartellone dal vivo: "Festival organizers, get this band over here!".

E il “Summer Jamboree” lo ha fatto, affiancandolo in esclusiva ai “bravi ragazzi” o anche gli indiscussi boss dello swing italiano, i travolgenti Goodfellas. Altrettanto abili e versatili, la loro musica impazza da anni su palchi live internazionali, in trasmissioni televisive, in show teatrali e colonne sonore, hanno una tecnica solidissima e una capacità di fare baldoria musicale senza pari, che il pubblico del Summer Jamboree conosce bene e apprezza da anni.
Nel 2007 hanno anche firmato la sigla del Festival: “Il treno del rock”. Un incontro imperdibile quello live tra loro e Nick Curran, che si è guadagnato la copertina di diverse riviste in Germania e ha vinto un Trophees France Award come “Best New International Blues Artist”.

Curran padroneggia senza problemi la musica delle origini e il linguaggio del blues, riuscendo a rinnovare un genere pur nel rispetto della tradizione. Suona i classici del R&B e jump blues tra la fine degli anni ’40 e i primi ‘50, ma propone anche materiale originale, usando strumentazione vintage. Ha iniziato a suonare con il padre a 15 anni, nella blues band Mike Curran and the Tremors, dopo aver imparato gli assoli di chitarra nei dischi dei Fabulous Thunderbirds e Duke Robillard. A 18, suona in una band rockabilly di Portoland e conosce la leggenda rockabilly Ronnie Dawson che lo invita a unirsi alla sua band per un tour nazionale. Finita quell’esperienza viene chiamato immediatamente dalla regina del rockabilly, la texana Kim Lenz (anche lei in cartellone per il X Summer Jamboree e attesa il 20 agosto al Foro Annonario di Senigallia), che alla fine del tour gli chiede di trasferirsi dal New England a Dallas per entrare ufficialmente nella sua backup band, the Jaguars.

È a Dallas che viene a contatto con il blues e con la roots music, appassionandosi tanto da incidere il suo primo apprezzato album, Fixin’ Your Head, per l’etichetta Texas Jamboree nel 1999. L’anno seguente forma la sua band The Nitelifes e inizia a promuovere il disco. Il secondo album sempre per la Texas Jamboree è del 2001 e si intitola Nitelife Boogie, lavoro “musicalmente senza compromessi” che secondo la critica di “Living Blues”, lascia indietro parecchi colleghi di modern blues. Da lì, Curran si trasferisce a Austin per continuare a crescere a contatto con interessanti musicisti blues e lì viene notato e promosso da Jimmie Vaughan. L’album “Doctor Velvet”, debutto nazionale per la Blind Pig Records che gli è valso il W.C. Handy Award 2004, vede la partecipazione di Vaughan a un paio di tracce.

Il programma della serata corinaldese, Piazza Il Terreno:
18.00 - 01.00 Park Auto USA e Moto pre ‘65
21.00 - 21.30 DJ 10 Inch Wonderboy
21.30 - 22.45 DOWN HOME ES
22.45 - 23.15 DJ 10 Inch Wonderboy
23.15 - 00.30 NICK CURRAN USA
00.30 - 01.00 DJ 10 Inch Wonderboy
Bus service: Foro > Corinaldo Corinaldo> Rotonda
In caso di cattivo tempo i concerti si terranno al Mamamia

Viaggio nell'America dei sapori multietnici al Summer Jamboree

Dalla cucina creola a quella Navajo, dall’Italian style alle tante variazioni in arrivo e in partenza dal crocevia di Storyville a New Orleans.

Fonte: www.summerjamboree.com

Anche quest’anno, aprire il menù del Cajun e Tex Mex Diner aperto dal primo all’ultimo giorno del “Summer Jamboree”, Festival internazionale di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50 a Senigallia dal 14 al 23 agosto, ai Giardini della Rocca – Unicredit Stage dalle 18, è intraprendere un viaggio attraverso sapori e aromi che nel palato evocano luoghi, culture, storie dell’America multietnica di ieri e di oggi. Il melting pot, l’America delle mescolanze anche in cucina.

Accanto a hot dog, hamburger, popcorn di massa, ci sono Jambalaya, enchiladas, tortillas, chili, smoothies hawaiiani, cheesecakes, jalapeno, persino foglie di cactus e tanti piatti che ogni Stato realizza in base alla sua composizione e alla sua storia. Le ricette portate in America dall’immigrazione si presentano in innumerevoli varianti, con ingredienti sostituiti o aggiunti. I piatti quotidiani in America vanno dai tacos messicani al sashimi giapponese, da un tipico arrosto tedesco alle salsicce polacche, fino alla paella spagnola. Grazie al Cajun e Tex Mex Diner aperto tutti i giorni, si possono gustare i piatti della quotidianità statunitense che però non arrivano con la distribuzione del mercato di massa. Lo chef che seleziona e invita al viaggio attraverso i sapori dell’America è sempre l’apprezzato professionista del gusto e fine conoscitore di tradizioni culinarie del mondo, Andrea Caferri.

Immancabile il Souwestern Barbecue, il Chili con carne y frijoles negros (piatto nato nel Texas, in origine considerato la “zuppa del diavolo” e la cui prima ricetta sembra sia dovuta alla Suora spagnola Maria di Agreda, misteriosamente conosciuta dagli indiani del southwest come la “la dama de Azul”), le Chicken Fajitas del New Mexico, Chicken Sticks, Onion Rings, il Kentucky Fried Chicken, il Cajun Jambalaya. La parola jambalaya si usa per definire un miscuglio di ingredienti le cui origini si rintracciano nell’attuale French Quarter, in realtà fondato dagli spagnoli. Non trovando lo zafferano per la paella infatti, gli spagnoli colorarono il piatto con i pomodori, i francesi aggiunsero il prosciutto, in francese jambon, i nativi Chotow completarono con altri prodotti locali per fare “al modo di”, ovvero in francese “à la” e infine gli afroamericani indicarono il riso con la parola “ya”. Ecco “jambalaya”, parola musicale, perfetta per indicare questo piatto, cantato anche da Hank Williams come dai Terribles de Tijuana.

Come dessert i famosi brownies e la cheesecake nella ricetta della pasticceria Eli’s di Chicago che esporta questo famoso dolce originario da una antichissima ricetta mediterranea e integrata dagli immigranti greci, italiani e anglosassoni. Una delizia di crema di formaggio soffice, dolce, con uova e biscotto croccante. Diverse le novità presenti nel menù. Le Enchiladas di chili verde y salsa tomatillo sono tortillas avvolte in un ripieno di verdura, fagioli neri, peperoncini jalapenos, formaggio e coperte di salsa tomatillo, ricavata dal “tomatillo” comunemente conosciuto come “mexican tomato”, ma in realtà un frutto scoperto nel XVI secolo e diffuso in tutta l’area tropicale dell’America Latina. Lo Storyville Crawfish à la sauce piquante, tipico di New Orleans, consiste in squisiti gamberi del golfo che si sposano a una salsa a base di pomodoro e peperoncino. Il Southcalifornia Chicano’s Burrito è il piatto tipico dei Chicanos, eredi dell’impero messicano naturalizzati statunitensi. La loro cucina meso-ispanica è diffusa soprattutto in South California dove vivono e il burrito viene preparato con riso,fagioli e folie di cactus. Da assaggiare le curiose Blue and red corn tortilla chip in Jalapeno-Cilantro. Queste tortillas di mais blu e rosso derivano dalle pannocchie di quel colore, soprattutto quelle blu, molto rare sono considerate dai nativi un cibo pregiato poiché particolarmente ricche di proteine. Al Diner viene servito con a parte una salsa di cilantro e tabasco.

Gli amanti dei panini anche quest’anno trovano l’ormai mitico Poor Boy e il Giant Swing Burger. Ogni città negli anni ha creato il suo particolare sandwhich e New Orleans, secondo porto degli Stati Uniti, ha il suo. Con un traffico di merci e persone così intenso, soprattutto con tutta l’area dei Caraibi, la città presenta una mescolanza di saperi e tradizioni, una vivacità culturale, che si sono manifestate soprattutto nella musica e nella cucina. Eredità francese, fantasia caraibica, praticità statunitense. I chioschi iniziano così a servire baguette francesi croccanti con polpa di granchio del golfo fritta e insalata condita con la maionese alla senape, più un pizzico di Tabasco.

La storia narra che un giorno un ragazzo appena sbarcato da una delle numerose navi del porto, si mise a fissare intensamente uno di questi panini. La signora che serviva al chiosco, impietosita gliene regalò uno dicendo alla cucina: “C’mon, give a sandiwich to this poor boy !”. Da allora, il panino con la polpa di granchio, poi declinato in molte altre versioni, è conosciuto come “Po’Boy”. Altra novità del Diner 2009 è il Navajo Fried Bread, piatto che per i Navajo rappresenta una tradizione sacra, oggi vissuta durante gli incontri detti “pow how”, un modo per ricordare gli antenati. Originari delle terre tra le quattro montagne sacre fra Arizona, Utah, Colorado e New Mexico, i Navajo subirono feroci aggressioni e circa 5.000 di loro, insieme con gli Apache Mescalero, furono imprigionati per 4 anni a Bosque Redondo, nel New Mexico. Il Governo statunitense mandò loro soltanto farina, sale, zucchero e lievito. Da questi ingredienti poveri nasce il Navajo Fried Bread.

Infine, quest’anno ci sono anche le Pancakes. La storia dice che gli americani provarono a imitare la raffinatezza dei francesi, ma invece delle sottili crepes fecero le Pancakes, un po’ più soffici, un po’ più spesse e pronte per essere guarnite in mille modi. Oggi sono il simbolo della colazione americana dolce e se volete fare gli americani, inondateli di sciroppo d’acero. Per chi sceglie di fare l’americano, il menù “Tu vuo fà l’americano” propone spaghetti cacio e pepe, spaghetti all’amatriciana, gnocco fritto e finocchiona, frittura di mare o cuoppo di paranza, fritto misto all’italiana e immancabili patate fritte. Accanto all’Hawaiian coffee, nella caffetteria ci saranno gli smoothies, frullati tipici delle Hawaii con frutta tropicale: Blu Hawaii Smoothies come il famoso film di Elvis girato sulle paradisiache isole e Pina Colada Smoothies con ananas, frutto tipico delle isole dove sembra sia il più gustoso del mondo. Infine un curioso Smoothies con frutta e birra...

venerdì 7 agosto 2009

Claudio "Greg" Gregori scrive per "(My) Summer Jamboree"

Il Summer Jamboree è un luogo magico. È una vera soglia spazio-temporale.
Dura una settimana e per sette giorni si vive Senigallia anni '50, come neanche negli anni '50 si visse.
Sfilate di macchine e moto, bikini e costumi d'epoca, tacchi a spillo, ciuffi, jeans con cimosa e risvolto, baby-dolls, calze a rete, scarpe bicolori, giubbotti di pelle, brillantine, gonne a palloncino e crinoline... e musica.
Musica che spunta in ogni angolo.


Forse c'è un po' meno Rock'n'Roll di qualche anno fa.
C'è poco Chuck Berry, poco Jerry Lee Lewis, poco Buddy Holly e poco Carl Perkins.
E forse c'è troppo Swing, una musica bella, ma un po' troppo "babbiona". Una musica bella se suonata bene, ma in Italia, a parte una o due band a Roma...
Però è una critica in affetto. Anche perché è naturale criticare, ma per criticare qualcosa, quel qualcosa deve esistere.


Ed il Summer Jamboree esiste, vivvaddio, da 10 anni.
Aloha!

Claudio Gregori in arte "Greg"

Summer Jamboree X: ne parlano "Viaggiando" e "Max"

La decima edizione del Summer Jamboree si approssima, e l'interesse sta crescendo sia sul web che su riviste e giornali; se ne parla praticamente dappertutto! :-)
Eccone due esempi:

E' da poco uscita in edicola la rivista di turismo "Viaggiando" (la n°43 di Agosto/Settembre 2009) con un breve articolo illustrativo corredato anche da una mia foto (ancora Julia!).
Di seguito la scansione della copertina e di pag. 18.



Un altro articolo, un po' più corposo e a cura di Elena Formenti, c'è anche sul sito di Max (accompagnato, tra le altre, anche da sei mie fotine...), eccolo citato:

Summer Jamboree. Tutto un altro festival
Un viaggio nel tempo tra sfilate d’auto d’epoca, ciuffi alla Elvis e naturalmente un rock and roll anni Cinquanta

Dal 14 al 23 agosto 2009 torna a Senigallia il Summer Jamboree, Festival di musica e cultura dell’America degli anni ’40 e ’50 arrivato al traguardo dei 10 anni.
Nella notte del 21 agosto si festeggerà il decennale del Festival con 10 autentiche leggende anni Cinquanta che si ritrovano sul palco per un'unica grandiosa notte. Tra i tanti big, segnaliamo i giovanissimi Kitty Daisy and Lewis.
Ideato dall’Associazione Summer Jamboree (diretta da Angelo Di Liberto, Andrea Celidoni, Alessandro Piccinini) e promosso dal Comune di Senigallia, oggi il “Summer Jamboree” è accreditato tra i più grandi e rappresentativi eventi dell’estate italiana, oltre che tra i primi tre del genere al mondo.
Le ultime tre edizioni hanno superato le 150 mila presenze complessive, catapultando Senigallia nell’olimpo dei fan del rock and roll, che affollano la città dando corpo a un festoso revival anni Cinquanta.
Un viaggio nel tempo tra musica, sfilate d’auto d’epoca, ciuffi alla Elvis, corpetti e gonne larghe da far volteggiare durante i dance party. In particolare l’immancabile Festa Hawaiiana, foulard e scarpe bicolore, jeans col risvolto, juke box, vinili e memorabilia vintage di ogni tipo.
Centinaia di concerti, after show, dj set, occasioni di ballo. Mercatino vintage, parrucchiere in stile e diner cajun completano lo scenario della hottest rockin’ holiday on earth.
Prova del credito raggiunto a livello internazionale sono le esclusive per l’Italia concesse da leggende del rock and roll come Jerry Lee Lewis (nel 2007), The Teenagers (2007) o gli Stray Cats (nel 2008), solo per parlare delle ultime due edizioni.
Nel 2007, il “Summer Jamboree” ha ottenuto l’esclusiva hot anche della regina del burlesque Dita Von Teese alla sua prima appirzione pubblica italiana, esibitasi in ben tre dei suoi sexy, ironici e perfettamente in stile strip-tease anni Cinquanta.

Ancora aperte le registrazioni per il Dance Camp del Summer Jamboree

Sono ancora aperte le registrazioni per il dance camp ufficiale del Summer Jamboree Festival!

17-18-19-20 Agosto 2009
nella meravigliosa location della Rotonda a Mare di Senigallia
5 stili di ballo: Lindy Hop, Balboa, Boogie Woogie, Jive e Charleston
24 ore in 4 giorni di ballo in autentico stile anni '40 e '50
4 coppie dei migliori insegnanti dello scenario swing mondiale:
Vincenzo & Isabella -Italia-
Marcus & Barbl -Germania-
Robert & Claire -Inghilterra-
Jean Cristopher & Marie -Francia-

Ecco il programma ufficiale:


giovedì 6 agosto 2009

Summer Jamboree: "Noi che al Festival abbiamo messo su famiglia"

Fonte: VivereSenigallia del 06/08/2009

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

Non solo musica e balli sfrenati. Al Summer Jamboree si fa festa, ci si diverte, ci si tuffa in un passato mitico e spesso ci si innamora anche.

Il festival della musica e della cultura dell'America degli anni '40 e '50, che si tiene sulla spiaggia di velluto dal 14 al 23 agosto, festeggia quest'anno il primo decennale. E di gente sì che n'è passata. Storie di tutti giorni ma anche di "ordinaria" follia. Come Samui, la giapponesina che per tre anni ha attraversato mezzo mondo per non mancare all'appuntamento con il festival. O quello di Irma e Iolanda, due arzille ultrasettantenni di Bologna che ogni anno chiedono anzitempo anticipazioni sulle band protagoniste del Summer Jamboree e scoprire così se sono o meno di loro gradimento.

Su una media di 150 mila spettatori a edizione, gli appassionati che vivono quotidianamente alla Elvis, con tanto di ciuffo e camicia a scacchi, o le pin up più indomite, con frangette e mise a pois, non saranno più di 5 o 6 mila. E tutti gli altri? Sono gli "insospettabili" del Summer Jamboree, amanti del rock'n'roll e della Cadillac, giovani che si sono lasciati contagiare dalla magia di un ventennio che hanno visto solo nei film o più semplicemente cameleontici trasformisti, pronti ad abbandonare la contemporaneità per un viaggio a ritroso nel tempo. Arrivano dalla Russia, oltre che dall'Europa, dagli Usa, ma anche dall'Australia e addirittura dalle Hawaii. Storie destinate anche a lasciare un segno e proseguire nel futuro del Summer Jamboree.

Come nel caso di Marco e Grazia Sarti, una coppia di Reggio Emilia, cui il festival ha portato particolarmente fortuna. Da veri appassionati rockabilly, non hanno mai perso una edizione del Summer Jamboree ma quella del 2002 è stata la più prolifica. Nel senso più letterale del termine. Una settimana trascorsa tra balli, feste hawaiane e sano rock'n'roll sotto il cielo stellato della spiaggia di velluto. E dopo nove mesi la sorpresa. A maggio del 2003 è nato Davide e la famiglia rockabilly è cresciuta.

"Il Summer Jamboree ci è rimasto nel cuore e ci ha detto davvero bene -racconta il 38enne Marco Sarti- non ci siamo mai persi un appuntamento con il Summer Jamboree ma l'edizione di sette anni fa resterà per noi memorabile. È quella in cui abbiamo concepito nostro figlio Davide, che oggi ha sei anni. Io e mia moglie Grazia ci siamo conosciuto anni fa, neanche a dirlo, ad un festa rockabilly. Ci siamo innamorato e poi sposati. Nel 1999 abbiamo partecipato alla prima edizione del Summer Jamboree e da allora siamo sempre tornati a Senigallia. Da quando c'è Davide ovviamente veniamo in tre".

E come nelle migliori famiglie, anche il nuovo arrivato è in perfetto stile anni '50. "Ovviamente anche Davide segue i gusti di mamma e papà e si diverte anche -aggiunge Marco- ci segue sempre al Summer Jamboree e anche quest'anno non vediamo l'ora che arrivi il fatidico momento".

lunedì 3 agosto 2009

le mostre fotografiche al Summer Jamboree X

Il Summer Jamboree e la fotografia sono due realtà strettamente connesse, basti notare quanti fotografi si mescolano alla folla di appassionati cultori del Festival; non poteva quindi mancare, all'interno delle manifestazioni ufficiali, una mostra fotografica dedicata alle fantastiche atmosfere fifties.


Per tutta la durata del Festival di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50, dal 14 al 23 agosto, Palazzo del Duca e il Foro Annonario ospitano infatti la mostra fotografica “10 Years, 10 Points of View”, con fotografie di Libero Api, Nevio Arcangeli, Guido Calamosca, Walter Ferro, Paolo Livieri, Mario Mazzanti, Fabio Medici, Luigino Priori, Maurizio Salustri, Alberto Terenzi.
Insieme alle foto verranno esposte anche le bellissime riproduzioni ad acrilico su tela di Susanna Cattai; omaggio a Norman Rockwell, Gil Elvgren, Charles Bell.


Segnalo inoltre un evento che non fa parte delle manifestazioni ufficiali del festival ma che riguarda sempre la fotografia: la mostra fotografica "Senigallia's Pin-Up!".
Il sottoscritto, oltre a partecipare alla mostra fotografica collettiva "ufficiale" al Palazzo del Duca, esporrà alcune foto di ritratti in stile Pin-Up presso la Vinoteca "Saltatappo" - Via Portici Ercolani, 70 - dal 10 al 31 agosto 2009.

Mi raccomando, fateci un salto! ;-)